Cosa fare subito dopo una lussazione di spalla

1) La prima lussazione, cosa fare?

Il primo episodio di lussazione di spalla è sicuramente destabilizzante, ma è necessario capire bene come comportarsi per non incorrere in ulteriori complicazioni.

La cosa migliore è non provare a rimetterla da soli, perché a seconda di come esce la testa dell’omero può capitare che si verifichino delle fratture.

Al Pronto Soccorso sarà possibile fare delle radiografie, sedare il paziente, così da limitare il dolore e consentire una manovra corretta emeno traumatica, vista la rigidità muscolare che si viene a creare dopo la lussazione di spalla.

NO all’intervento fai da te!!!

 2) Trattamento

Il trattamento di una lussazione di spalla necessita di solito di bloccare il braccio per circa 3 settimane con un tutore, ma la scelta è determinata dal tipo di lussazione, eventuali fratture, dall’età, dall’attività sportiva. E sempre consigliato il parere di uno specialista della spalla per definire il trattamento da affrontare col fisioterapista.

SI al parere di uno specialista!!!

3) Accertamenti da fare

Gli accertamenti dopo una lussazione di spalla sono opportuni, in quanto le recidive hanno una frequenza dell’oltre il 50% dei casi.

La risonanza magnetica è l’esame che ci permette di valutare eventuali danni, adesempio:

Lesioni legamentosi, oppure lesioni strutturali come lesione di Bankart, che è una ferita anteriore del  labbro glenoideo  della spalla  causata da  ripetute lussazioni  della spalla.      Quando questo accade, si forma  una tasca  nella parte  anteriore della glena che permette alla testa omerale di dislocare in essa.

Oppure una lesione di Hill Sachs(chiamata anche frattura diHill Sachs è una depressione corticale nella porzione posterolaterale dell’osso dell’omero.

È il risultato di una compressione forzata della testa omerale contro il bordo glenoideo anteriore quando la spalla subisce una lussazione anteriore).

SI all’esame diagnostico.

4) Quando operarsi?

Sicuramente l’età, l’attività fisica, lo stile di vita, eventuali lassità legamentose congenite, sono fattori determinanti per decidere.

E anche il recupero fisioterapico è legato a questi fattori.

Qualunque decisione venga ritenuta più opportuna, che sia con intervento chirurgico o conservativo, l’importante è mantenere ferma l’articolazione per un tempo di circa 3 settimane, cosi da favorire la cicatrizzazione dei tessuti danneggiati. Una valutazione di un Ortopedico specializzato nella spalla, e un esperto terapista che sappia guidare nel recupero della funzionalità corretta della spalla del singolo individuo secondo le proprie necessità.

Per la parte chirurgica il trattamento meno invasivo è artroscopico, che andrà a riparare le lesioni capsulari o legamentose subite, o chirurgico tradizionale(a cielo aperto) Letarjet(vedi articolo pubblicato).

Per maggior informazioni rivolgersi ai nostri esperti della spalla telefonando allo 055/4379758 per una valutazione gratuita.