Fratture del ginocchio

Le fratture del ginocchio possono essere catalogate in 4 gruppi:

  • Fratture della rotula
  • Fratture del piatto tibiale
  • Fratture dell’estremità distale del femore
  • Fratture della testa del perone.

SINTOMI

Come per ogni frattura ossea, all’anamnesi, all’esame obbiettivo, ai test clinici e palpatori segue la visione degli esami diagnostici. L’esame che viene sempre prescritto quando si ha un sospetto di frattura è la radiografia, chiamata anche RX. Nel caso in cui il medico volesse fare più indagini prescrive la risonanza magnetica. In una frattura di ginocchio va tenuto conto della sede della lesione, della causa e dello stato fisico del paziente. In generale tutte le fratture di ginocchio presentano tumefazione (con eventuale ecchimosi ed ematoma), dolore, impossibilità funzionale (ad esempio non si a stare in piedi sulla gamba ferita), calore in prossimità della frattura. Nel caso di fratture composte segue quasi sempre immobilizzazione e ciclo fisioterapico, mentre nel caso di fratture scomposte è molto probabile che verrà considerata un’operazione chirurgica.

LE FRATTURE DELLA ROTULA

Queste fratture sono provocate quasi sempre da un forte trauma diretto, il loro trattamento è sempre di tipo conservativo (immobilizzazione e fisioterapia) e possono essere:

  • Fratture comminute: con lesioni pluriframmentate,
  • Fratture trasversali,
  • Fratture sagittali: si ha una rima di frattura verticale;
  • Fratture parcellari e infrazioni: si tratta di lievi fratture composte.

LE FRATTURE DEL PIATTO TIBIALE

Le fratture del piatto tibiale possono essere del condilo esterno, condilo interno, di entrambi i condili. Il trauma è quasi sempre di origine indiretta, per una compressione del condilo femorale sul piatto tibiale dello stesso lato. Le fratture del piatto tibiale invece avvengono spesso a seguito di cadute da cavallo o dalla moto. Ad eccezione della frattura scomposta, di solito è indicato il trattamento conservativo (immobilizzazione e Fisioterapia).

LE FRATTURE DELL’ESTREMITÀ DISTALE DEL FEMORE

Si dividono in fratture sovracondiloidee e fratture condiloidee: le prime sono meno frequenti e vengono trattate quasi sempre con approccio conservativo, mentre le seconde possono riguardare un solo condilo oppure entrambi (fratture bicondiloidee). I meccanismi lesivi sono rappresentati da importanti sollecitazioni in varismo, in valgismo o per cadute dall’alto.

Nel caso di operazione chirurgica l’immobilizzazione è di almeno un mese con un gesso femoro-podalico.

LA FISIOTERAPIA PER LE FRATTURE DI GINOCCHIO

La fisioterapia in questo tipo di condizioni può essere di tipo conservativo oppure correlata ad un’operazione, il cui ciclo è suddiviso in due tempi: preoperatorio e postoperatorio. In ogni terapia vengono applicate delle tecniche manuali (il massaggio e la mobilizzazione) e la mobilizzazione passiva, mediante mezzi fisici ad alta tecnologia (come laser, ​tecarterapia​, magnetoterapia) ed esercizi per il recupero della massa muscolare e della stabilità del ginocchio. I tempi del ciclo fisioterapico variano in base a all’età del paziente, il tipo di trauma e di frattura, il tipo di operazione ed il tempo di immobilizzazione

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